Fondi di caffè

Il chiosco del flâneur

Fondi di caffè

 

Fabula fluit. Corpi letterari e geografie fluviali

Da un abbozzo di scrittura del 2010

«Prendendo in mano per la prima volta in questi mesi il testo del Finnegans, intuisco che c’è qualcosa di lui anche nel mio inizio d’opera.

È il levarsi della figura dalla materia, la parola che musicalmente attrae ogni struttura linguistica per abbatterla e risvegliarla a una vita nova. Bisogna ripartire dal Finnegans.

Questo policentrico divagare

per frammenti dell’Imitazione si accompagna a un tentativo di metamorfosi della lingua come struttura sonora, su cui in apparenza non cristallizza

nessun significato, salvo poi scoprirsi disposta a una associazione di immagini e sensazioni, significanti e dunque in grado di significare, richiamate in forma di spirale.

L’esperienza di Finnegan, la sua testa trasformata

in promontorio e il corpo abbandonato al fiume nella veglia di Dublino, accanto ai quali si stende forse più di un’ombra ispirata all’asino apuleiano, fanno sentire pure la mia parola in bilico tra cattività e risveglio».

 

 

Slum pastiche I

L’armi e l’amori io canto, ludibrio, ludibrio, attorno alla veglia per macie confecta. Del

musico con tutta camorría, kaval! Zufolando insieme all’homombra iterata sul passeio, al

banchetto, alle nozze, alla sposa. Balla Humpty ma lascia stare i Dumpty.

Slum pastiche II

Al limite del prestigioco Humpty bardofonico con voce di grimacessence sgranava per

bivia le teogonie dirute. Santi e millenaristi lo salamoiavano alla tonsura ostrakadastrakan

su aspiranti libertari d’assalto alle bastiglie cum miscordia di caratteri. Ov’è mai il tuo

fioretto per aver scalmi i rematori?

 

Strade

Un tempo le strade erano buone amiche e riuscivano pure a dispensare qualche gioia. Ai primi caldi si camminava volentieri tra i vicoli, sotto i muri che con naturalezza sfoggiavano il belletto degli anni. In quel groviglio di crepe e mattoni, da dove l’intonaco era spontaneamente saltato giù, ci si sentiva ospiti desiderati.

 

I mercatari

Calafati, eccentrico nome di una strada dove s'immaginano segreti movimenti di navigli, sguardi lenti di scafi come animali occupati nella muta, melodia di sartiame presaga e fatale. E gatte magre agli angoli delle case, come si addice ai porti, teste e zampe incorniciate da vetrate liberty che danno l’impressione di esser cresciute lì da sole. È giorno di mercato.

 

Am Schlachtensee

La strada corre lungo il Mexikoplatz, una lingua verde a tratti quasi impudente per la fretta dei ciclisti. Ma io amo sorprenderne il volto gentile che si perde tra gli alberi e tenta di raccontare qualcosa come se facesse cadere dietro di sé molliche di pane, questo più di tutto mi seduce.

Prima dello Schlachtensee ci si ritrova su un’ampia curva, una morbida parentesi nell’astratto rettilineo che serra i pensieri alle fermate. Quindi lentamente affiora con le sue pagode ubriache il Mexikoplatz incagliato sul binario. Perfino la voce registrata del treno sembra per un attimo far posto a un’esotica imminente evasione, sbocciata tra le case come per gioco.

A passeggio per Berlino

La scorsa estate, nei pomeriggi in cui andavo a passeggiare lungo le rive dello Schlachtensee, amavo soffermarvi all’estremità del lago. In quel punto si poteva infatti godere di una bella vista del bosco e di maggior pace, perché pochi erano i bagnanti che avevano voglia di spingersi fin laggiù.

Guadolongo

Quando mi capita di osservare la linea dell’orizzonte, i miei piedi stanno ben saldi su un sentiero sterrato. L’argine coronato dai canneti scende ripido fino al fiume. Torpide facciate restano

in silenziosa attesa alle mie spalle; somigliano a vecchie tartarughe che dopo un secolo e più tornano alle rive dove il loro viaggio è cominciato, per necessità e nostalgia. Queste case vegliano un tempo perduto, le loro stesse architetture sconfinano altrove, in uno spazio che perde i suoi contorni e rinuncia a qualsiasi legge di consistenza. Qui tutto sembra chiedere: quanto ancora?

 

 

Botanischer Garten

Un cappello finito chissà quando al bordo della ferrovia. Un ampio elegante cappello da donna, la grande tesa ondulata, si scuote per alcuni attimi ai capricci del vento. Uno strano animale di paglia che trema come fosse vivo. A vederlo buttato così in mezzo all’erba della massicciata ci si augura che da un momento all’altro possa sollevarsi e scomparire da quel solitario luogo d’esilio. Ma nulla del genere avviene. Dopo un paio di guizzi ricade nel suo abbandono. Questa presenza e il lamento di un uccello rifugiato da qualche parte dentro la macchia mi accolgono alla stazione dell’orto botanico. Tra i suoi binari si è subito affacciata una forma di poesia; è come se un fiotto caldo e vertiginoso sgorgasse da me all’esterno.

Date le circostanze

Questo atto nato da un solitario pomeriggio pescarese, non ha di certo inaugurato la mia inclinazione per la bizzarria degli abiti e perfino per alcuni travestimenti. Ho sempre accordato volentieri a stoffe, vesti, maschere, copricapi buona parte delle mie simpatie, ovunque mi trovi a passeggiare, e più ancora so di averne destinate ai loro custodi, in genere donne e uomini lunatici, poco avvezzi alla compagnia.

Sosta d'autunno

Ultimamente quando passeggio mi succede di fissare lo sguardo a una lanterna, un’opaca corolla che veglia il piano nobile di una villa tutta dipinta di bianco. Se ne sta timida e quasi corrucciata nell’attesa che l’ultimo sole di novembre le cada sul viso; e in quell’istante che precede la sera può finalmente sbocciare. L’autunno culla le cose come un’altalena, a ogni slancio le vesti si gonfiano sopra i ricordi, i sandali adescano l’infanzia.

 

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Eventi

Novità

Lou Andreas Salomé,

Lungo il cammino,

Cura e traduzione di

Claudia Ciardi.

Via del Vento edizioni

Euro 4,00

Catherine Pozzi. Inno alla notte, a cura di Claudia Ciardi, su «Poesia», Crocetti Editore, pp. 36-46, febbraio 2015

Sul numero 29 della rivista «Incroci»

un inedito di Joseph Roth,

Lo sconosciuto clown di Barcellona.

Con un saggio di Claudia Ciardi.

A cura di Claudia Ciardi,

Katharina Majer e

Via del Vento edizioni.